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Ho scritto racconti, storie per bambini, pièce di teatro, canzoni e un romanzo che ‒ a novembre 2017 ‒ sto finalmente finendo di rilavorare, con l’intento di confrontarlo quanto prima all’ardua prova di trovargli un editore interessato.

Se vuoi farti un’idea di come scrivo, ti consiglio di partire da questi tre racconti: La quarta regola di ogni trasloco, segnalato al Premio Dialogare 2015 e definito «raffinato e arguto» dalla giuria; Il colore dei passi di danza, un racconto inedito che ho pubblicato per la prima volta su questo sito; e Prendere la finestra per gli infissi, breve testo narrativo scritto nell’ambito del Progetto Cenacolo del Monte Verità 2016, condotto da Michela Murgia.

La mia ultima pubblicazione si intitola invece Magagne a venire (lo trovi in biblioteca) ed è stata pubblicata con il collettivo Arbok Group nel mensile di letteratura “I racconti” di ANAedizioni di Locarno (trovate l’immagine creata dall’artista valmaggese Gabriele Zeller per la copertina in fondo a questa pagina).

Fra le prime cose che ho scritto c’è invece Oltre la rete (lo trovi in biblioteca), un romanzo breve pensato per i ragazzi, scritto in occasione dell’anno internazionale dello sport e pubblicato dall’Associazione Telefono SOS Infanzia. «”Oltre la rete” significa andare oltre la semplice cronaca di un allenatore di calcio: significa ammettere che docenti ed educatori, pur non dovendo assumere i compiti di assistenti sociali o terapeuti, sono comunque tenuti a vigilare e ad ascoltare eventuali problematiche dei ragazzi. In tal modo, anche un campo di calcio può diventare palestra di vita, valvola di sfogo, luogo privilegiato di espressione. Lo sport può così essere un toccasana per l’animo, oltre che per il corpo1.» Scritto nello stesso periodo, I karité all’orizzonte e poi Tané (lo trovi in biblioteca) è invece frutto di una bella esperienza di volontariato in Burkina Faso, pur non presentando nessun elemento autobiografico.

ConcorsoRegione1_lowIn alternativa, se ti piacciono i gialli, puoi leggere i sei episodi che compongono il racconto Due quaglie e una mezza carota, vincitore del concorso “Il racconto della settimana”, indetto dal quotidiano LaRegione e dall’ASSI (Associazione degli Scrittori della Svizzera Italiana) nel 2015, cominciando ovviamente dal primo episodio. Oppure il suo seguito, che mette in scena la stessa protagonista frontaliera, intitolato L’andirivieni del Diamante, che inizia qui.

Se invece hai voglia di racconti brevi e in qualche modo ironici, puoi dare un’occhiata a Didascalia per la Caduta di Icaro di Pieter Bruegel il Vecchio o anche a L’importanza di una buona manutenzione della balestra.

Sono inoltre co-autore della pièce di teatro Per il tempo di un bucato, «una pièce teatrale fresca e leggera che […] affronta comunque un tema complesso come quello della solitudine […] una pièce assolutamente godibile2», portata in scena dalla Compagnie Autonyme su diversi palchi del Cantone. E autore della mini-pièce Ul ropp e ‘l fiöö da la serva, portata in scena dalla Compagnia Matiröö, scelto dalla giuria del premio per i 20 anni della compagnia «per l’originalità nel trattare con ironia un soggetto di grande attualità, quanto per il ritmo della narrazione teatrale, la concisione del linguaggio scenico [e] l’umorismo delle situazioni

Per concludere, sul sito ho ripubblicato anche un paio di vecchi raccontiConto i minuti…, scritto al liceo, è stato finalista nel 2002 al concorso indetto dalla RSI “Scrittori per caso” e parla della pena di morte; Qua e là, invece, ha vinto il primo premio ex-aequo al concorso dell’associazione culturale Montearte sul tema “Inontrarsi-incantarsi”, nel 2004, e mi è valso un primo elogio da parte del vincitore del Gran Premio svizzero di letteratura 2016 Alberto Nessi, che faceva parte della giuria che l’ha premiato.

Se a interessarti sono invece le mie canzoni, perché non invitarmi a tenere un concerto a casa tua?


  1. Dalla descrizione del libro presente nella scheda del Sistema Bibliotecario Ticinese.
  2. Dalla recensione di Alessia Bergamaschi, apparsa sull’edizione del Giornale del Popolo del 18 maggio 2013.